Nel 2084 la Terra ricomincia a respirare dopo l’ipotetico collasso climatico del 2050.
Questo film racconta la fragile rinascita dell’Umanità tra circa 60 anni, e invita a riflettere sul nostro futuro e su ciò che possiamo fare per evitare un disastro climatico.
Nel 2084 la Terra ricomincia a respirare dopo l’ipotetico collasso climatico del 2050.
Questo film racconta la fragile rinascita dell’Umanità tra circa 60 anni, e invita a riflettere sul nostro futuro e su ciò che possiamo fare per evitare un disastro climatico.
34 anni dopo il disastro del 2050. 59 anni da oggi.
Un film che ci invita a guardare il futuro per non ripetere gli errori del passato.
Nel 2050 il cielo è bruciato, i mari si sono svuotati e le città sono soffocate sotto ondate di calore e blackout.
Nel 2084, appena 34 anni dopo, il mondo ha ripreso a respirare, ma ogni respiro è prezioso: l’acqua si misura, l’ombra si disegna, l’aria si protegge con cura. Piazze protette da vele evaporative, tetti commestibili impollinati da biodroni, micro-reti che pagano in crediti di luce, IA civiche con override umano tracciato raccontano un pianeta guarito a metà.
Questo film non cerca supereroi: mostra donne e uomini che mantengono vivo il giorno, un gesto dopo l’altro.
2084 – Corpus et Codex non è un polpettone spettacolare, né un’apocalisse cupa: è realismo speculativo, una finestra su come potrebbe essere la vita quotidiana tra cinquantanove anni, se impariamo a correggere la rotta adesso.
È un invito urgente: conoscere il futuro non è esercizio teorico, è il primo passo per evitare catastrofi. Guardare come il mondo del 2084 affronta le ferite del 2050 significa capire oggi quanto le nostre scelte possano cambiare la traiettoria del pianeta.
Il film vuole accendere il confronto: tra generazioni, discipline, comunità. Come vogliamo abitare la Terra? Quale ruolo daremo alla tecnologia, al lavoro, alla cura dell’ambiente? Ogni spettatore sarà chiamato a farsi queste domande.
La narrazione intreccia vite ordinarie che diventano eroiche nella loro discrezione:
Curatrici del vento urbano che ridisegnano corridoi d’aria e firmano tag per salvare vite nei picchi di calore;
Giardinieri dei tetti commestibili che orchestrano acqua, suolo e ombra per mantenere viva la filiera alimentare urbana;
Poeti algoritmici che addestrano modelli certificati e performano con log pubblici, trasformando la parola in atto civico;
Medici della resilienza termo-respiratoria, artigiani e tecnici di rete che difendono il respiro stesso delle città.
Ispirato all’etica di 1984 di George Orwell, il film rovescia la prospettiva: non un futuro oppresso, ma una società che lotta per rimanere giusta e trasparente, dove le macchine propongono e l’ultima parola resta umana.
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Il tuo sostegno, qualsiasi sostegno, anche minimo, può fare la differenza. Questo non è solo un film: è un invito a guardare il futuro negli occhi, a immaginare come vivranno i nostri figli e a scegliere di agire oggi. Partecipare significa difendere la possibilità di un domani abitabile, trasformando la visione in un messaggio condiviso. Il futuro appartiene a chi decide di costruirlo insieme.